Tutti occupati i posti della suggestiva sala che ha ospitato un pubblico attento e coinvolto, che ha seguito con interesse il racconto dell’autore, capace di accompagnare i presenti in un percorso affascinante tra medicina, mito e cultura. Dopo l’intervento del Professore, la serata è proseguita con il dialogo con la Prof.ssa Simonetta Tassinari, che ha ulteriormente arricchito il confronto sui temi del volume.
Nel corso dell’incontro, il Prof. Minni ha spiegato come numerosi miti dell’antica Grecia presentino sorprendenti connessioni con la medicina e la chirurgia, sottolineando come già in epoca antica fossero presenti intuizioni e conoscenze che, in alcuni casi, sono state riscoperte solo in tempi recenti. Un intreccio che emerge anche nel linguaggio medico quotidiano, dove termini e concetti affondano le proprie radici nella mitologia.
Accanto al racconto dei miti, il volume propone anche un ricco percorso artistico, con opere che nel corso dei secoli hanno tratto ispirazione da questi racconti. Dai grandi maestri come Rembrandt, Rubens, Raffaello e Tiziano, fino a opere meno note, il libro evidenzia il legame profondo tra arte e medicina, offrendo uno sguardo originale e multidisciplinare.
Al centro della riflessione, il valore della dimensione culturale della professione medica. «La medicina non è soltanto scienza, ma anche cultura – ha evidenziato Minni – e un medico, per svolgere al meglio il proprio ruolo, deve possedere anche un bagaglio umano e culturale che gli consenta di relazionarsi con il paziente in maniera completa».
Un concetto condiviso anche dal Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Campobasso, Giuseppe De Gregorio, che ha sottolineato come la dimensione umana e “ancestrale” della professione, ben rappresentata dalla mitologia, riguardi tutti i medici, non solo i più giovani, e contribuisca a riscoprire il senso più profondo dell’essere medico e dell’essere uomo.
Sulla stessa linea anche l’intervento della referente Antonella Giordano, che ha evidenziato l’importanza di iniziative capaci di coniugare medicina e cultura: «Se la medicina cura il corpo, queste iniziative aiutano a curare anche l’anima». Un approccio che conferma l’impegno dell’Ordine nel promuovere attività a 360 gradi, rivolte non solo alla formazione scientifica, ma anche alla crescita culturale e umana della classe medica.









































