Rinviati al 17 novembre prossimo i termini di consegna per “Splendida Matera”, il Premio letterario riservato ai medici che amano scrivere.

Perché partecipare a “Splendida Matera” un concorso letterario nazionale per medici. Lo scrive in nella nota rivolta ai colleghi la Presidente del Premio, dott.ssa Maddalena Bonelli.

Caro collega,
ti raggiungo nel tuo privato, sperando di non essere inopportuna, per dirti che se hai un saggio, una poesia o
un racconto breve nel tuo cassetto dei sogni, è il momento di inviarlo a “Splendida Matera”, il prestigioso
concorso per medici che amano scrivere. Perché farlo?
Il medico più di ogni altro è vicino all’Uomo nella sua interezza fatta di corpo e mente, con le molteplici
istanze che coltiva dentro di sé e che ogni giorno sono sotto gli occhi di chi fa cura.
Come qualcuno ha detto prima e meglio di me, la medicina è la scienza più vicina all’arte e l’arte più
scientifica conosciuta. Chi si sforza di guardare nell’animo e nella mente di un ammalato, ha più possibilità
di accesso alla diagnosi e di conseguenza alla buona cura.
La medicina è nata come emanazione della religione, intessuta nella filosofia e sorella dell’arte in tutte le
sue espressioni, fin dal primo apparire della civiltà.
Nell’antica Epidauro si praticava la medicina nel nome di Asclepio, Esculapio in latino, uomo innalzato a
dio minore da Zeus.
La medicina, incorporata nella sfera religiosa se ne distacca con Ippocrate di Coo (460-370 a.C.) che ne
afferma l’indipendenza dal sacro e dalla filosofia, decretando la divisione della scienza medica in tre
branche: chirurgia, diaiteike (cura tramite il cibo) e pharmaka (cura con le erbe).
Ma per molti secoli a seguire la salute fu amministrata da medici sacerdoti, saggi delle tribù e sciamani che
guardavano all’interezza dell’Uomo, spesso considerando il “Sogno” parte integrante della cura, come
accadeva nei templi dedicati ad Asclepio nel cui nome è contenuta la parola epios “dolcemente”, poiché la
sua cura si praticava con dolcezza ed empatia. 
La poesia e la narrativa sono momenti terapeutici sia per il medico che per il paziente, sia per chi legge che
per chi scrive. Ne è un esempio la emergente Medicina Narrativa. Molti medici, anche di fama, hanno
praticato contemporaneamente la medicina e l’arte, in particolare letteratura, musica e pittura, a conferma
che le scienze umanistiche continuano ad essere per la scienza medica fonte di maggior forza e valore.
Fra i tanti medici che hanno avuto successo in entrambe le professioni mi limito a citarne alcuni:
Albert Schweitzer (1875-1965) medico filantropo, musicista e molto altro; Carlo Levi (1902-1975)
medico, scrittore e politico; Archibald Joseph Cronin (896-981) fine scrittore; Arthur Conan Doyl (859-
930) padre del famoso Sherlock; Anton Pavlovič Čechov (1860-1904) scrittore e drammaturgo russo;
Francesco Lomonaco (Montalbano Jonico 1772-1810) patriota, scrittore e filosofo italiano; Mario
Tobino (1910-1991) psichiatra di fama; Nawal àl-Sa‘dawi, psichiatra egiziana che ha subito l’esilio e la
prigione per battersi, anche con i suoi libri, contro la condizione delle donne islamiche.

Ti saluto cordialmente
Maddalena Bonelli, Presidente del concorso “Splendida Matera”

Bando Premio Letterario 2024

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