Lunedi’ 22 Febbraio, alle ore 18.00 presso la sede,  incontro aperto con il legale Ordinistico l’Avv. Mariano Morgese per esaminare e discutere dei ricorsi per  l’ottenimento del pagamento degli anni di specializzazione dal 1978 al 2006.

La materia e’ da sempre piuttosto complessa anche se ultimamente c’e’ stata un accelerazione in quanto sembrerebbe che lo Stato sia pronto a sbloccare i rimborsi per gli ex specializzandi. In arrivo un Ddl unificato, dopo la mozione presentata da 21 senatori che impegnava il governo a garantire un congruo indennizzo a tutti i medici che hanno fatto ricorso, facendo risparmiare allo Stato oltre 5 miliardi di euro. La notizia è stata data dal senatore Ncd Piero Aiello, primo firmatario della mozione.

Perché per risolvere finalmente il contenzioso tra Stato e tutti quei medici che non hanno ricevuto il corretto trattamento economico per gli anni di scuola post-laurea tra il 1978 e il 2006, non basta la volontà dei diretti interessati. Serve un interesse politico. E dopo il documento redatto da 21 senatori, depositato alcuni giorni fa, arriva un Disegno di Legge unico – che nel giro di pochi mesi sarà già in Aula – per dare maggior peso ai tre già in discussione in Parlamento. A testimonianza di una volontà politica trasversale di mettere un punto definitivo ad una diatriba che si tira avanti da decenni e che è già costata molto cara alle casse dello Stato. Dopo anni di battaglie in tribunale e in Parlamento, si avvicina dunque la transazione richiesta a gran voce dai medici, quale migliore soluzione del problema: «Quella relativa alle borse di studio per gli ex specializzandi – spiega il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Roberto Lala – è una legge che per anni è stata disattesa dal nostro Paese. Per questo è chiaro che tutti i professionisti danneggiati abbiano dato corso ad un’azione giudiziaria per vedersi riconosciuto un diritto. I giudici – aggiunge Lala – hanno ovviamente continuato a dar ragione ai ricorrenti man mano che la vicenda diventava sempre più chiara». Andando avanti così, però, il rischio di esborso totale da parte dello Stato «diventerebbe enorme», e allora «ben venga una soluzione, chiesta da lungo tempo, che vada incontro ai diritti di chi ha subito l’ingiustizia a suo tempo e che chiuda la vicenda anche se con una parziale remissione economica, comunque compensata dal non dover intraprendere un’azione giudiziaria». Una soluzione che, secondo il presidente Lala, rappresenta un’ottima opportunità anche dal punto di vista dello Stato, che con una transazione non sarebbe più costretto a pagare cifre altissime: «Un conto – spiega – è versare la quota dovuta, più spese legali, rivalutazioni e tutto ciò che ne consegue, un conto è versarla in parte. Credo che rappresenti un tale vantaggio per lo Stato e i 21 parlamentari», autori della mozione, «meritano di essere ascoltati». Ma tutto ciò deve avvenire «nell’interesse generale» e non «in quello dei singoli», perché tanto «i singoli vincono un ricorso dietro l’altro».


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