Si e’ svolta, nella serata di ieri, come da richiesta di un folto gruppo di medici di Continuità Assistenziale, un incontro presso la sede dell’Ordine sulla delicata e spinosissima questione delle indennità di Continuità Assistenziale, oggetto di richiesta di restituzione da parte della ASReM.

Erano presenti una rappresentanza di Medici di CA, i rappresentanti delle principali sigle Sindacali della Medicina Generale Convenzionata, e per l’Ordine il Presidente Carolina De Vincenzo, il vice Presidente Pino De Gregorio, il referente Commissione Giovani Alessio Colalillo e il consulente legale dell’Ordine, l’avv. Mariano Morgese. Assente forzato, per impedimenti dell’ultimo momento, Fernando Crudele Presidente OMCeO di Isernia.

L’Avvocato ha esposto e riassunto in maniera esaustiva tutti gli aspetti giuridici della questione assieme a una serie di valutazioni di ordine pratico-comportamentale,  scaturite dalle numerosissime domande poste dalla platea e ha rinnovato la sua disponibilità per ulteriori quesiti del Consiglio e degli iscritti, nonché per assistenza legale. Gli interventi dei rappresentanti sindacali hanno ulteriormente arricchito l’ampissimo dibattito e fornito una serie di spunti, alternativi all’azione legale, potenzialmente utili a ricomporre la vicenda.

In tale obiettivo verrà inviata a giorni, dal Presidente OMCeO, una nota alla Regione e alla Struttura Commissariale di disponibilità a partecipare a un incontro tra le parti con le sigle sindacali, qualora fosse da loro richiesta una eventuale ricontrattazione delle indennità attualmente sospese.

I medici di Continuità assistenziale, nella nostra Regione, nonostante le ripetute segnalazioni e le richieste degli Ordini di Campobasso e Isernia, lavorano in condizioni di precarietà e senza alcuna garanzia di sicurezza dell’ambiente di lavoro, oltre che penalizzati dall’assenza di personale ausiliario o autisti, che li affianchino come in altre regioni. Ci auguriamo che presto possa essere fatta piena luce sulla vicenda, restituendo ai colleghi la dignità del loro lavoro e la credibilità dell’utenza, compromessa da articoli di stampa scandalistica: le indennità in questione scaturirono da legittimi accordi decentrati con la Regione, con piena copertura contabile, nell’intento di ristorare minimamente le obiettive difficoltà della nostra realtà sanitaria locale.

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