Gent.mo Presidente Fondazione ENPAM

Dott. Alberto Oliveti

 Egregio Presidente Oliveti,

come rappresentanti legali, e quindi a nome di tutti gli iscritti al nostro albo (e contribuenti della Fondazione), chiediamo che la Nostra cassa di previdenza e Assistenza faccia quanto  è in suo potere al fine di sostenere i professionisti e la professione tutta.

Sottoponiamo, quindi, le seguenti richieste/proposte.

Apprendiamo che ai medici e agli odontoiatri che svolgono esclusivamente la libera professione è stato confermato un contributo sostitutivo del reddito di 82,78 euro al giorno (circa 2.400 euro al mese) ma solamente se sono stati costretti ad interrompere l’attività a causa di quarantena ordinata dall’autorità sanitaria per l’epidemia Coronavirus.

Come è noto gli odontoiatri che esercitano la libera professione costituiscono più del 90% del totale degli iscritti.

In considerazione del Dpcm del 11 marzo 2020, recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sull’intero territorio nazionale, agli odontoiatri è consentito esclusivamente di intervenire sulle urgenze, costringendo di fatto i libero professionisti a rendere i propri studi inattivi.

A seguito della entrata in vigore del DPCM 9 marzo 2020 che ha esteso su tutto il territorio nazionale le misure precedentemente previste solo per le zone di cui all’articolo 1 (ex “zone rosse”), da alcuni giorni di fatto tutti gli odontoiatri italiani libero professionisti sono in una sorta di quarantena, garantendo comunque gli stipendi ai dipendenti e gli impegni economici assunti.

La preghiamo di non condividere le già previste obiezioni “tecnico-burocratiche” a questa fondame ntale richiesta.

Precisiamo che, in ottemperanza a quanto richiesto dal Governo, la nostra (eventuale) attività professionale è limitata esclusivamente a rendere un servizio alla popolazione (i soli casi di urgenza) contribuendo con la nostra opera alla gestione dell’emergenza sanitaria (non possiamo immaginare cosa succederebbe se tutte le urgenze medico odontoiatriche si riversassero sugli ospedali). Ciò non produce reddito per il professionista, ma costi che i colleghi stanno affrontando compatti dimostrando alto senso di responsabilità.

Non riteniamo ammissibile in questo frangente appellarsi a  “vincoli di bilancio”: come ben ci è stato illustrato nel corso delle varie Assemblee, i conti della Fondazione sono estremamente solidi e capienti, con avanzi miliardari. Nel momento dell’emergenza è lecito, e doveroso, abbandonare le prassi consolidate e intraprendere strade e visioni nuove.

Si reiteri ai ministeri vigilanti, con determinazione e in modo ultimativo, piuttosto, una volta per tutte, di non tassare il patrimonio in modo tale che i soldi risparmiati possano essere  resi disponibili e, in una situazione come questa, si dia fondo anche alle risorse dell’ente!

Mettiamo in atto il regolamento delle prestazioni assistenziali aggiuntive del Fondo della libera professione – Quota B del Fondo Generale – all’articolo 5, recante “Interventi aggiuntivi per calamità naturali”, comma 4, :

“In favore dell’iscritto che esercita esclusivamente attività libero professionale, il quale sia stato costretto ad interrompere l’attività stessa a causa dell’evento calamitoso con conseguente azzeramento del reddito, può essere concesso un sussidio di importo pari a quello previsto dall’art. 2 comma 5 del presente Regolamento. Le prestazioni sono erogate per un massimo di dodici mesi, a partire dal giorno di sospensione dell’attività, e cessano alla ripresa dell’attività stessa, se l’interruzione è inferiore al periodo suddetto”.

Con il decreto legge 26 febbraio 2020, n.6, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”’è fuori di dubbio che si tratta di norma di urgenza equiparando l’emergenza epidemiologica ad una calamità naturale.

Chiediamo quindi a gran voce, in questo momento eccezionale e di forte difficoltà, la estensione dell’indennità giornaliera a tutti gli odontoiatri libero professionisti, per compensare in parte i mancati guadagni che rischiano di mettere in crisi non solo il professionista singolo ma gli studi e tutta l’attività odontoiatrica che riguarda la libera professione.

Liberando risorse  sarebbero fattibili anche altre forme di sostegno, quali finanziamenti a fondo perduto, per una parte, e linee di accesso al credito con garanzia dell’ente in grado di risolvere la crisi di liquidità che presto molti colleghi si troveranno a fronteggiare.

Insomma chiediamo, anzi esigiamo scelte coraggiose, e  che si agisca a sostegno di tutti i liberi professionisti finanche entrando  in contrasto con il Governo: non riteniamo ammissibile che il Governo chieda ed ottenga “flessibilità” (cioè maggior debito, che poi dovrà essere ripagato da tutti

i cittadini, noi compresi) e poi si opponga alle nostre istanze ; non riteniamo ammissibile che continuino a essere sottoposti a tassazione i proventi dell’oculata gestione di questi anni contemporaneamente impedendoci di trarne frutto nel bisogno; per l’eccezionalità del momento, la Nostra Fondazione richieda a gran voce di utilizzare i NOSTRI soldi per sostenere i contribuenti che quei fondi hanno creato.

A nome di tutti gli iscritti la ringraziamo e salutiamo collegialmente.

Campobasso, 16 marzo 2020

 

Il Presidente CAO

f.to Domenico Coloccia

 

Lettera al Presidente ENPAM dott. Oliveti

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