La legge proposta dal Pd è stata votata anche dal centrodestra. Ci si potrà iscrivere a scuola solo con il certificato vaccinale. Bocciata dunque l’autocertificazione decisa dalla circolare Miur Salute e dal Parlamento che sta approvando un emendamento in tal senso nel Dl Milleproroghe. Il presidente Toma: “Legge non è contro nessuno, né contro il Governo né contro il Ministro Grillo”.

Il Consiglio Regionale del Molise ha approvato a maggioranza, centrodestra e Pd, con il voto contrario del M5S, la legge regionale sui vaccini. Come ha commentato la consigliera regionale Pd promotrice dell’iniziativa, Micaela Fanelli “è stata approvata per stabilire con chiarezza la obbligatorietà e la certificazione per evitare gli equivoci sopraggiunti tra la Legge Lorenzin e la circolare Grillo, che continua a ingenerare nelle famiglie e nelle scuole dubbi sulla corretta interpretazione sulla salute pubblica”.

“Una certezza soprattutto per i dirigenti scolastici, che si erano chiesti che valore potesse avere la circolare del Ministro della Salute Grillo in contrasto a una legge dello Stato. Non c’è la possibilità di iscriversi e frequentare le scuole sulla scorta di una semplice autocertificazione. Si è dovuta fare una legge regionale perché la confusione originata a Roma è tutt’ora enorme”, ha detto la Fanelli

“Si attende un emendamento alla bozza del decreto Mille-proroghe e non si sa neanche bene quale, essendosene susseguiti diversi, ivi inclusa la proposta dell’obbligo-flessibile, che già solo a sentirsi crea confusione – ha spiegato all’Ansa l’ex segretario regionale Pd Micaela Fanelli – Bene quindi il risultato di oggi. Ma ora lavoriamo anche alle norme attuative per ampliare informazione, sensibilizzazione, per rafforzare il coinvolgimento dei pediatri e la vaccinovigilanza. L’innalzamento della percentuale dei vaccinati si ottiene infatti anche con questi strumenti integrativi e complementari, ma intanto precisando che vaccinarsi è obbligatorio, senza equivoci, contribuendo a mantenere chiaro nell’opinione pubblica questo indirizzo”.

La Fanelli ha poi ribadito che “Non vi sono, altresì, dubbi sulla costituzionalità della disposizione, poiché qualora intervenissero norme primarie nazionali in contrasto con quanto previsto dalla legge regionale, le norme nazionali prevarrebbero in una sorta di recepimento automatico nell’ordinamento regionale, cioè senza bisogno di tornare sul punto. Questo al fine di evitare impugnative e anche per raccogliere le indicazioni venute dal «legislativo» regionale” , ha chiuso

“Questa legge sui vaccini non è contro nessuno, né contro il Governo né contro il Ministro Grillo, con la quale sto collaborando bene: la legge sui vaccini è uno strumento per fare chiarezza per i nostri corregionali, è una è presa di posizione politica, nonostante le strettoie del Piano di Rientro”. Lo ha detto il presidente della Regione Donato Toma, esponente di una Giunta di centrodestra, commentando il suo voto favorevole alla legge sui vaccini proposta dalla minoranza Pd.

QS
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