Larino e Venafro sono stati assegnati posti letto (UDI) affidati alla gestione del DISTRETTO SANITARIO e quindi alla medicina di base non ospedaliera.

Questo provvedimento in pratica sostituisce posti letto di serie A (come quelli per l’alta chirurgia oculistica ospedaliera) con quelli di serie “indefinita” affidati al Territorio con il coinvolgimento dei medici di famiglia ,specialisti ambulatoriali,guardia medica,118 quali attori di secondo piano e di “supporto ” ad un servizio sanitario affidato ad una figura professionale,se pur rispettabilissima,diversa dal medico.

Non condivido,e lo ritengo controproducente per i pazienti, che il percorso giusto della medicina di base sia quello della sua pseudo ospedalizzazione con l’assegnazione di posti letto ma esattamente l’opposto fare di tutto e di più per tenere lontani i cittadini da inutili ricoveri che devono essere solo quelli strettamente necessari e curarli quanto più possibile al proprio domicilio con la supervisione ed il coordinamento affidato al medico di famiglia.

Ora non vorrei che con questi posti letto si creassero bisogni indotti ( come succede spesso nei pronto soccorsi) nei cittadini e negli operatori al fine di perpetuare e conservare la propria posizione acquisita.

Sarebbe opportuno prevedere un periodo di prova e di verifica prima di rendere irreversibile il questo percorso che rischia di rovinare il sistema di assistenza di base che attualmente è sicuramente tra i migliori al mondo.Sono convinto che

NON E’ CON I POSTI LETTO CHE LA MEDINA DI BASE SI NOBILITA ma anzi quei posti letto potrebbero significare LA FINE DELLA MEDICINA DI BASE in senso lato.

E’ la sanità che si deve avvicinare al domicilio del cittadino ed è questo lo scopo della deospedalizzazione e la riduzione dei ricoveri impropri e costosi ed invece mi sembra che si stia imboccando la strada opposta cioè ospedalizzare anche la medicina di base .

Non è che per valorizzare la medicina del territorio bisogna creare posti letto dedicati,Il posto letto non è un criterio distintivo di qualità e lo è ancor meno per la medicina di base che deve prevenire i ricoveri ospedalieri di qualunque genere abbassando i costi del servizio sanitario regionale .

I posti letto di Larino eVenafro mi appaiono come un virus che entra nel genoma dell’ospite (la medicina del territorio) per poi distruggerlo.

Si è forse convintamente inteso chiudere diversi ospedali perchè rei di essere causa di eccessiva spesa e di insostenibilità finanziaria per le casse della regione MOLISE e come soluzione al problema alla eccessiva ospedalizzazione con conseguente inappropriatezza degli stessi ricoveri si “OSPEDALIZZA”,sotto falsa spoglia come Larino e Venafro, ANCHE LA MEDICINA DEL TERRITORIO CREANDO SPECIFICI POSTI LETTO chiamandoli in UN altro modo ed affidandoli al Distretto Sanitario di Base invece di avvicinare i servizi della MEDICINA del TERRITORIO AI CITTADINI MALATI presso il proprio domicilio.

Infatti a mio avviso si dovrebbe valorizzare la medicina di prossimità al paziente ,soprattutto per quelle patologie croniche-degenerative che hanno bisogno di assistenza sanitaria domiciliare e non “OSPEDALIZZARE” anche la medicina di Base.

In pratica si dovrebbe portare la medicina territoriale verso il DOMICILIO DEL PAZIENTEe non portare anche la medicina di base con patologie di bassa intensità in Ospedale.

Per questi pazienti è il domicilio ad essere il luogo migliore e più umano per essere curati dal proprio medico di fiducia e non in luoghi creati ad hoc che altro non mi appaiono che dei surrogati di assistenza “OSPEDALIERA” .

Se la eccessiva ospedalizzazione era il problema da risolvere , con queste nuove aperture di posti letto a Larino e Venafro ho l’impressione che anche tante patologie che fino ad oggi si curavano a casa ,per comodità ,invece, si cureranno con un ricovero in ” un non reparto” di un “non ospedale” .

Dott. Totaro Giancarlo

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