La Sanità, la Scuola e la Giustizia misurano la democrazia di un Paese, dato che, in relazione al loro grado di funzionamento, generano quel sentimento che più di tutti avvicina o allontana i cittadini dalle istituzioni.

Di fatto, la salute, l’istruzione e  i tribunali non rappresentano solo un costo, ma sono il più etico degli investimenti, perché producono lavoro, ma anche benessere fisico, cultura e giustizia.

Disinvestire nella sanità che dà una pari opportunità di cura e salute, disinvestire nella scuola che produce sapere, disinvestire nel settore della giustizia è pertanto la cosa più irrazionale che si possa fare.

Il non garantire l’osservanza delle regole e il rispetto dei diritti demotiva i cittadini che, non identificandosi più con le Istituzioni, si disinteressano dei problemi comuni, focalizzando la loro attenzione su quelli personali.

Gentile Ministro della Salute italiana, come me, altri operatori sanitari, non vedendo ancora concretizzate, dopo oltre ogni ragionevole limite di tempo, le proposte e le aspettative di cambiamento della Sanità molisana, hanno la percezione che vi siano forti condizionamenti di parte, verso i quali sia Lei che i nostri rappresentanti regionali non avete influenza.

Gentile Direttore Generale della Salute della Regione Molise e Dirigenza ASReM, è difficile non accorgersi dello stato in cui versa la Sanità molisana, oltre che per le poche risorse disponibili, anche per il mal funzionamento dei servizi più elementari, un problema, questo, probabilmente risolvibile con un minimo di organizzazione, programmazione, controllo e buon senso.

E’ fisiologicamente prevedibile che la Sanità molisana, così “ingessata”, funzionerà sempre meno e costerà sempre di più.

Appare superfluo rimarcare gli innumerevoli disservizi, per i quali non venite neanche più chiamati in causa, coscienti che, se si segue la via della rivendicazione dei diritti, difficilmente sarà possibile ottenere il risarcimento del danno morale e materiale provocato da una non adeguata gestione.

Tutti i progetti e i programmi rimangono allo stato virtuale se non vengono veicolati da persone abili e intraprendenti; non serve rivestire un ruolo, fare leggi e delibere, se non si ha poi l’attitudine e la determinazione di metterle in pratica e farle rispettare.

Tutti i cittadini contribuiscono con il loro lavoro e pagando le tasse a mandare avanti la collettività, mentre i tecnici delle Istituzioni, per fortuna pochi, a fronte di palesi inefficienze, rappresentano un elevato costo per la collettività, in termini economici e di salute.

Molti sono gli operatori sanitari animati da buoni principi e volontà, ma demotivati perché costretti a lavorare indecorosamente in strutture inefficienti.

Ancor meno dignitoso dovrebbe essere percepito il lavoro dagli amministratori, scelti e mai costretti, a volte lautamente ricompensati, quando si rivelano inidonei a trovare soluzioni per una Sanità che sperpera e non cura.

In ogni caso, c’è sempre l’opinione che ogni singolo cittadino matura e conserva in se stesso, la quale concorre a formare un giudizio collettivo sull’operato dei nostri amministratori.

E’ forse ora che qualcuno abbia la cortesia di accettare i propri limiti e rifletta su quello che produce sulla collettività.

 

Dott. Giuseppe Berardi

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