Il 20 Gennaio 2016 segna per la sanità italiana l’inizio di una nuova era, entra in vigore l’ormai famigerato “Decreto LORENZIN”. Superato lo sbigottimento suscitato da una prima lettura, si realizza subito la certezza che nulla sarà più come prima: l’epoca della prevenzione che per tanti anni ha ispirato e caratterizzato la gestione della sanità italiana è improvvisamente giunta al termine; l’italiano che vorrà prevenire, perché in tutti questi anni gli è stato ripetuto che questo è meglio che curare, dovrà farlo a proprie spese, nonostante che sia ormai diventato il cittadino più tassato d’Europa e quindi del mondo. Tutto sacrificando ad una logica ragioneristica, per cui i conti devono tornare sulla sanità italiana, nei suoi vari settori, già da qualche anno si abbatte una pioggia di tagli che hanno finito per stravolgerne le finalità più peculiare. Si parla sempre di razionalizzare la spesa, ma si adottano il più delle volte misure che non hanno nulla di razionale perché troppo spesso condizionate da evidenti pressioni politiche locali; mentre la platea dell’utenza, grazie all’atavico vizio degli italiani di non leggere e quindi informarsi, dorme ancora sonni tranquilli, beatamente ignara della tempesta che le si addensa sulla testa. Il  decreto in discorso ha suscitato per gli operatori del SSN un profondo sgomento che è particolarmente avvertito dai medici di “assistenza primaria” meglio noti come “medici di famiglia”; è, infatti, questa categoria che prima di ogni altra dovrà sostenere l’onere ed il disonore di applicare in “corpore vivo”, per l’irrogazione di pesanti sanzioni, il decreto LORENZIN; saranno proprio loro, i medici di famiglia che dovranno spiegare alla gente che alcuni esami, finora ritenuti capisaldi della prevenzione, potranno essere praticati a carico del SSN dopo i quarant’anni e solo ogni cinque, oppure che alcuni indagini strumentali, indispensabili per una corretta definizione di un certo quadro clinico sono a carico del SSN solo se si tratta di un cancro. Sarà un’impresa veramente ardua ed ingrata, non chiediamo a questi operatori anche di indorare la pillola. Chiediamo, invece, a questo governo di smetterla di giocare con la salute della gente con parole come razionalizzazione delle risorse, ottimizzazione dei servizi ect… che altro non sono se non alibi scadenti tendenti a nascondere la tragica realtà di una cronica ma anche inspiegabile mancanza di risorse. Per queste ragioni il 23 marzo alle ore 14 presso la Camera dei Deputati organizziamo una conferenza stampa, alla quale verrà invitato il Ministro ed altri componenti delle commissioni sanità di Camera e Senato.  Con l’obiettivo di far ragionare e cambiare questo decreto. Il tuo aiuto è indispensabile ti prego di partecipare a detto evento come relatore, di fornire ulteriori elementi di discussione, ed ogni altro elemento che ritieni utile.

Roma, lì 8 Marzo 2016

Il Presidente

Dott.  Aldo Di Giacomo

Contatti:

  • Mobile 3494673401
  • Email: culturaesolidarieta@libero.it

 

Condividi: