“Nell’anno accademico 2017/2018 il fabbisogno espresso dalle regioni è pari a 8.569 unità ma le risorse disponibili per il medesimo anno consentono il finanziamento a carico del bilancio dello Stato di n. 6.200 contratti di formazione specialistica, con una differenza di 2.369 unità”. [Conferenza Stato-Regioni, 18 Giugno 2018] La scarsità di borse disponibili nei precedenti anni ha creato un numero sempre crescente di medici che prendono parte al concorso delle SSM (scuole specializzazione in medicina), tanto da raggiungere, nell’ultima tornata, la ragguardevole cifra di 16.000 aspiranti specializzandi. Nell’imminente futuro è previsto un ulteriore aumento del numero di partecipanti, per un effetto sommatorio dovuto alla carenza di borse e ai neolaureati provenienti dal massivo ingresso di studenti partito dall’a.a. 2012/2013 a causa delle decisioni prese da molti TAR regionali. Considerato lo scenario di medici senza possibilità di ultimare la propria formazione e aggiungendo gli ingenti pensionamenti previsti nel futuro, la commissione giovani dell’ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri ritiene indispensabile istituire ulteriori fondi assegnati ai contratti di formazione specialistica. Parimenti, si invoca un radicale ripensamento circa le modalità di accesso al concorso SSM: diversi aspiranti specialisti accettano una borsa di studio pro-tempore, in attesa del medesimo concorso previsto l’anno successivo, per poter entrare una scuola di specializzazione maggiormente in linea con le proprie aspirazioni professionali. Tuttavia, la pratica di rinunciare ai precedenti contratti di formazione specialistica sottoscritti, non solo determina una perdita di denaro pubblico (di circa 90.000€), ma anche una riduzione del numero di specialisti rispetto alla pianificazione dell’offerta sanitaria prevista per il lungo termine, con un potenziale danno all’intera collettività. Questo avviene perché il regolamento in materia di accesso alle SSM permette, in ultima analisi, che il medico accetti una borsa al quale non ambiva né che desiderava, per poi rinunciarvi, nel momento in cui gli si presenti una opportunità migliore. Si chiede pertanto di riformulare l’istituzione di un’unica graduatoria nazionale; si auspica, invece, che si possa tornare alle graduatorie per specialità di settore (medicina, chirurgia e servizi), precedentemente vigenti, istituendo pertanto differenti graduatorie di merito per diverse specialità, dichiarando prima del concorso la propria eventuale scelta. È infatti indispensabile disincentivare i candidati vincitori ad accettare la borsa come soluzione temporanea, in vista di un altro concorso e fare in modo che essi compiano una scelta consapevole e desiderosi di portare a compimento l’intero percorso formativo. Bisognerebbe, pertanto, escludere per regolamento i candidati già in possesso di una borsa di specializzazione al momento della candidatura al concorso. Stesso discorso applicabile per coloro i quali risultino assegnatari di borse regionali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Anche per questi ultimi è stato ravvisato lo stesso comportamento: borse accettate temporaneamente per poi ritentare il concorso di accesso alle SSM negli anni a seguire o addirittura nei mesi successivi, considerata la sfasatura temporale dei due concorsi. Si auspica che venga inserito una penalizzazione (economica o di malus in sede concorsuale), ai già detentori di borsa sia di specializzazione che di medicina generale, per disincentivare l’abbandono di borse e di posti già occupati dagli specializzandi/formandi che prendono parte nuovamente al concorso. Esprimiamo soddisfazione per l’impegno del governo, formalizzato nella legge di bilancio (art. 41) del dicembre 2018, di incrementare di 2700 unità le attuali 6100 borse, ma ciò non basta, si invoca un radicale ripensamento del percorso di accesso alle scuole di specializzazione-formazione. La commissione giovani OMCeO di Campobasso pertanto propone quanto segue: • Incrementare i contratti di formazione specialistica post-laurea portandoli da 6100 a 8500/9000 ogni anno, per coprire il pensionamento nel prossimo decennio degli specialisti operanti nel SSN (dipendenti del SSN, dipendenti MIUR, specialisti ambulatoriali) sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, aumentando in particolare i contratti per le specialità ad impronta olistica (pediatria, chirurgia generale, medicina interna). • Incrementare le borse di formazione in Medicina generale in modo tale da coprire il turn-over che si prospetta molto elevato anche in questo settore (almeno 28.000 medici in quiescenza nel prossimo decennio). • Riaprire una stagione di assunzioni di medici nel SSN, non solo per coprire totalmente il turn-over ma anche per permettere la piena applicazione in Italia della normativa sull’orario di lavoro in vigore in Europa dal lontano 1993, come del resto prevede la Legge 161/2014. • Modificare i regolamenti dei concorsi SSM e MMG, possibilmente unificandoli in una sola prova nazionale ed inserendo clausole per evitare l’abbandono delle borse in caso di superamento di altro concorso nei mesi/anni successivi. • Trasformazione del contratto di formazione-lavoro (borsa di studio) in contratto a tempo determinato con co-finanziamento stato-regioni e conseguente inserimento dei giovani medici nella rete formativa regionale.

Accogliamo positivamente la mozione di finanziamento di borse di specializzazione aggiuntive da parte del consiglio regionale del Molise. Ci auspichiamo che la proposta si tramuti in atti concreti da parte della regione e che il finanziamento di contratti per la formazione specialistica diventi una consuetudine all’interno del bilancio regionale molisano.f

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