Comunicato Stampa

NO alla brusca virata dal modello formativo attuale, che fornisce un titolo riconosciuto in  Europa, per inseguire schemi che potrebbero dimostrarsi incoerenti con la normativa comunitaria.

NO ad una soluzione normativa non meditata a sufficienza e che elude il confronto con la Professione.

ad un riconoscimento economico dovuto, e per anni negato, ma senza modificare norme di rango primario e senza mettere a rischio la sostenibilità di un sistema che deve garantire un adeguato numero di medici formati.

ad una rivalutazione dei fabbisogni.

alla soluzione del grave problema che vede un’intollerabile discrepanza tra il numero di laureati e la possibilità di accesso allo studio post-laurea, e che lascia tanti giovani laureati in un limbo inaccettabile.

 

Si vuole trasformare il modello formativo attuale? Approfondiamo sin da subito le conoscenze dell’attuale contesto, senza preclusioni di sorta – auspica il presidente della Fnomceo Roberta Chersevani – ma con un punto di partenza imprescindibile, il coinvolgimento della Professione”.

Che aggiunge: “Nei prossimi anni, se non modifichiamo gli attuali modelli di programmazione ci sarà un fabbisogno drammatico di nuovi medici in medicina generale. Ma è davvero questa la via per risolvere la situazione? La Fnomceo è convinta di no”.

 Per questo la Federazione reitera la richiesta di un immediato confronto sulla Formazione in Medicina Generale, chiedendo che non sia accolto l’Emendamento già approvato in sede consultiva dalla Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, recante disposizioni sul contratto annuale di formazione specialistica ai nuovi iscritti al corso di formazione specifica in Medicina generale.

 

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