LETTERA APERTA DELL’OMCeO DI CAMPOBASSO 

L’Ordinanza n. 27 del 2-5-2020 della Regione Molise ha lasciato nello sconcerto una larga parte della nostra Comunità Medica e Odontoiatrica che si aspettava di poter riprendere con serenità e senza intoppi le attività responsabilmente sospese nella fase 1 della pandemia da Covid-19. Tale ordinanza è stata emanata dal Presidente della Regione, che presiede anche l’Unità di Crisi, sulla scorta di una relazione tecnica di ASReM, alla quale chiaramente sottendono motivazioni di mancata programmazione e riorganizzazione dei servizi per la fase 2, dal momento che così recita: “tale ripresa sia caratterizzata da step graduali e progressivi di implementazione delle attività tali da consentire un efficace monitoraggio real-time degli effetti sul SSR”; le problematiche parrebbero anche legate alla rimborsabilità delle prestazioni (“in una logica di contemperamento tra i contrapposti interessi pubblici”).

Nel decreto, con elenco tra l’altro incompleto delle prestazioni erogabili, non si fa distinzione tra pubblico, privato accreditato e privato autorizzato, con blocco ingiustificato dell’attività non urgente anche per quest’ultimo, con possibile conseguente incremento del numero delle persone che cercherebbero cure fuori Regione; a maggior confusione, per le prestazioni ambulatoriali, si cita la nomenclatura U (urgente) e B (breve), propria del sanitario pubblico, MMG/PLS o specialista ospedaliero. Inoltre, unico caso nel panorama nazionale, sono previste sanzioni in caso di inadempienza. Se poi ci fossero, sebbene non esplicitati, timori di diffusione del contagio negli studi, essi non hanno ragion d’essere, anche in condizioni di aumento del numero dei soggetti positivi, ma andrebbero rivolti ad altri ambiti di attività, a chi non rispetta le regole di distanziamento e le norme igieniche.

I professionisti sono perfettamente in grado, per scienza, formazione ed esperienza, di prevenire le infezioni, hanno già riorganizzato i loro studi in percorsi sicuri, per pazienti, operatori e personale dipendente, secondo linee guida ad hoc, pubblicate dalle varie società scientifiche e dagli Ordini professionali (anche l’OMCeO di Campobasso lo ha fatto).

Dunque, ogni professionista, nell’ambito della propria attività libero professionale, essendo in grado di valutare la necessità o la non procrastinabilità di una visita e di una procedura sulla scorta di anamnesi e sintomatologia, in obbligo a precisi dettami etici e deontologici, risponderà alle richieste di cura dei propri pazienti, con la responsabilità di aver messo in sicurezza il proprio ambiente di lavoro.

Il faro della nostra professione è il Codice Deontologico, che agli articoli 3 e 4 recita: “doveri del Medico sono la tutela della vita, della salute psicofisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza … la diagnosi è una diretta esclusiva e non delegabile competenza del Medico e impegna la sua autonomia e responsabilità … il medico ispira la propria attività ai principi e alle regole della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura”.

A oggi purtroppo le sollecitazioni del Presidente OMCeO di Campobasso in Unità di crisi e l’appello rivolto anche pubblicamente dal Presidente Albo Odontoiatri al Presidente della Regione, in merito all’Ordinanza n.27, non hanno ricevuto quella doverosa risposta istituzionale che andrebbe riservata ai rappresentanti di un Organo sussidiario dello Stato, né è sopravvenuta una rimodulazione, con gli opportuni distinguo, della stessa.

Il presente documento, oltre a rassicurare i cittadini sull’accesso in sicurezza alle cure negli studi professionali, vuol esprimere vicinanza ai Colleghi, sollecitandone anche il compito di educatori e promotori della Salute pubblica.

Campobasso, 10 maggio 2020    

 

                     Il Presidente OMCeO Campobasso                                                                           Il Presidente CAO

                        Dott.ssa Carolina De Vincenzo                                                                         Dott. Domenico Coloccia

 

Lettera aperta OMCeO Campobasso