Ieri, nel Molise che non esiste, è stato inaugurato il centro “Molise LGBT”, destinato a fornire assistenza e supporto a tutti i soggetti LGBT+ (Lesbiche, Gay, Bisex, Transgender, Questioning, Intersex ecc.) che siano vittime di discriminazione e di violenza omo-lesbo-bi-transfobica in ogni ambito, sociale, familiare e lavorativo.

Nonostante le numerose sollecitazioni da parte di Colleghi ed organizzazioni, la FNOMCEO non ha mai espresso una chiara presa di posizione ufficiale sulla questione LGBT.

Nel 2018 la Società Italiana di Psichiatria ha finalmente accolto il documento prodotto dalla WPA (Associazione Mondiale Psichiatri) sui Diritti Sanitari delle persone LGBT, affermando la completa depatologizzazione dell’omosessualità.

Ciononostante, la Società Italiana di Andrologia (SIA) ci ricorda come fino al 10% dei giovani LGBT è vittima di pratiche tese a correggere l’orientamento sessuale tramite le cosiddette terapie di conversione, un mix di interventi che vanno dalla psicoterapia, all’uso di farmaci, all’elettroshock fino a dei veri e propri riti come esorcismi e ipnosi. Queste hanno “basi scientifiche inesistenti, sono contrarie a ogni deontologia e sono pericolose e dannose per chi le subisce, spesso adolescenti o giovanissimi”. Si è faticato persino ad eliminare dal nomenclatore la diagnosi di omosessualità egodistonica.

La Francia ha approvato una legge che vieta le pratiche di ‘conversione’, punendole con 2-3 anni di carcere e 30.000-45.000 euro di ammenda. In Italia, invece, non esiste una legge che le proibisca.

E’ ora che tutto il mondo scientifico affermi che si tratta di pratiche che producono tutte ingenti danni psicologici e fisici alle persone che ne sono vittime, quindi, eticamente inaccettabili in quanto prive di qualsiasi fondamento scientifico.

L’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Campobasso e la Commissione Pari Opportunità, presenti alla cerimonia, sono lieti di condividere, insieme alle istituzioni politico-amministrative e a tutti coloro che si sono impegnati perché ciò fosse realizzato, il traguardo dell’inaugurazione del centro “Molise LGBT” e di collaborare tutti insieme contro ogni discriminazione.

In questo senso, l’impegno di questo OMCeO, per il tramite della Commissione Pari opportunità, aderendo alla strategia nazionale LGBT del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’UNAR (l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), sarà rivolto verso:

1) la completa depatologizzazione dell’omosessualità

2) il contrasto attivo alle Terapie Riparative

3) il contrasto attivo all’omofobia sanitaria

4) l’attenzione continua alla Medicina di Genere LGBT per garantire percorsi di accoglienza, prevenzione e cura

5) la massima visibilità alle azioni precedenti attraverso social media, mass media, comunicazione ufficiale, interviste e ricerche scientifiche

6) la sollecitazione della FNOMCeO ad una netta presa di posizione sulla questione LGBT affinchè anche l’Italia si adegui finalmente agli altri Paesi civili occidentali e inserisca nel Contratto Collettivo Nazionale dei medici il diritto al coming out da parte dei medici, la difesa dalle discriminazioni (come avviene ad es. In Inghilterra) e l’organizzazione di corsi di formazione per Medici di Famiglia, Psichiatri, Pediatri e Medici d’Emergenza-Urgenza.

 

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