Di seguito la risposta del DG Salute alla Nota dell’Ordine sulle criticità nei percorsi di cura
Al Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Campobasso E, p.c. Al Commissario ad acta Al Direttore Generale ASREM Al Direttore Sanitario ASREM Al Direttore Amministrativo ASREM LLSS
OGGETTO: Rif. nota prot. 82177/2017- Criticità nei percorsi di cura. Riscontro.
Caro Presidente,
in ordine ai profili definiti, nella nota di cui all’oggetto, di “criticità” nei percorsi assistenziali corre l’obbligo rilevare che, nel rispetto delle competenze proprie di programmazione spettanti alla Regione, si è proceduto, mediante l’adozione di provvedimenti commissariali a ridefinire, nei limiti imposti dalla normativa di riferimento,il complessivo quadro assistenziale del SSR molisano.
Stupiscono, dunque, alcune delle considerazioni evidenziate nella nota che probabilmente forse non tengono in giusto conto le motivazioni sottese alle scelte effettuate ed alle reali modalità organizzative che si è inteso dare al sistema assistenziale regionale.
Fatta questa doverosa premessa, si ritiene comunque utile operare delle precisazioni al fine di fugare ogni dubbio manifestato.
La scelta programmatoria di riorganizzazione degli ospedali per intensità di cura è dettata dalla intenzione di applicare un modello che vede nel paziente il fulcro dell’attività dell’ospedale, intorno al quale gravita l’organizzazione del lavoro degli operatori, al fine di ottimizzare il percorso di cura sui bisogni del malato.
Tale strutturazione non risulta essere in contrasto con i percorsi di carriera dei dirigenti medici, comunque tutelati dalla materia contrattuale e dalla disciplina di appartenenza.
In tal senso giova ricordare che sono molteplici le esperienze italiane in cui la organizzazione dell’ospedale per intensità di cure ha rappresentato un modello virtuoso dell’assistenza, si pensi ad esempio alle strutture dell’Emilia Romagna , del Lazio (Ospedale Pertini e Ospedale San Camillo di Roma ) e ancora del Piemonte. L’organizzazione secondo tale modello è, tra l’altro, ancora in corso anche in altre realtà nelle quali si registrano risultati lusinghieri in termini di efficacia del sistema.
Per quanto attiene alle osservazioni formulate in merito alla Stroke unit, si concorda completamente sulla necessità che il paziente con stroke ischemico abbia diritto, quando indicato dalle condizioni cliniche, ad essere sottoposto alla trombolisi. Per tale ragione nel documento di programmazione delle reti tempo dipendenti sono garantite, nell’ambito dei percorsi di cura concordati con i professionisti di riferimento, di assicurare idonee procedure affinché i tempi di trattamento siano garantiti, secondo quanto previsto dalle evidenze scientifiche che certamente l’Istituzione deputata alla programmazione non ignorerebbe.
Con riferimento alla Neurochirurgia, si rammenta che s la motivazione sottesa alla repentina disattivazione dei ricoveri nel reparto dedicato presso l’ospedale Cardarelli è stata motivata dalla carenza di personale medico dovuta alle limitazioni funzionali di due dei cinque neurochirurghi in servizio.
Al fine di evitare che la funzione dell’urgenza neurochirurgica venisse definitivamente persa nell’area del Molise centrale è stato sottoscritto un protocollo tra il Presidio ospedaliero Cardarelli e l’IRCCS Neuromed. Gli altri presidi ospedalieri regionali hanno avuto e continuano ad avere contatti con strutture ubicate nelle regioni limitrofe raggiungibili in tempi più brevi rispetto al presidio di Campobasso, come previsto dai protocolli non ufficiali di cui i pronto soccorsi si sono serviti fino ad ora (es. da Termoli il paziente con urgenza neurochirurgica in atto veniva inviato comunque presso l’ospedale più vicino, come dimostrano i dati di mobilità passiva verso le regioni limitrofe, anzicchè alla neurochirurgia di Campobasso) .
Le case della salute e gli Ospedali di Comunità di Larino e Venafro sono allo stato già in funzione, come dimostrato dai flussi di attività e le prestazioni dagli stessi assicurate contribuiscono a dare risposte ai percorsi di cura intermedi, decongestionando gli ospedali. Tali strutture, per assicurare la funzione medica, si servono allo stato attuale dei medici dei Distretti e di tanti medici di medicina generale che hanno dato la loro disponibilità. Si rammenta, tra l’altro, che i medici di continuità assistenziale sono tenuti a dare risposta alle chiamate delle strutture territoriali in ragione dallo specifico ambito di competenza.
Per quanto attiene alle modalità di accesso dei pazienti agli ospedali territoriali è stato istituito uno specifico gruppo di lavoro nel quale è rappresentato, peraltro, anche l’Ordine dei medici grazie alla presenza del proprio Presidente, al quale viene demandata la formulazione dei criteri di accesso.
Appare evidente che in periodo di assestamento della complessiva riorganizzazione si rilevino alcune problematiche. E’, dunque, nell’ innovazione rappresenta dal cambiamento che si sta ponendo progressivamente in essere, che si richiede la collaborazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti e quindi, dello stesso Ordine dei medici. D’altro canto sono stati creati numerosi gruppi di lavoro, presso la Direzione Generale per la Salute della Regione Molise, che si avvalgono della fattiva e competente collaborazione di tanti colleghi medici, il cui prezioso contributo è prestato gratuitamente,e le cui proposte rappresentano l’ossatura sulla quale poggiano i documenti regionali.
Sicuramente l’importanza di una fattiva collaborazione anche con l’Ordine dei Medici verrà più frequentemente sollecitata, tenendo conto dell’offerta formulata nella nota in argomento, ritenendola l’espressione della volontà di superare la contrapposizione verso l’azione amministrativa della Regione Molise in tema di sanità pubblicamente espressa in passato dalla FNOMCEO.
Cordiali saluti.
Il Direttore Generale Salute
Dott. Lolita Gallo

































