Ringrazio il nostro iscritto per l’opportunità di una risposta, sebbene tardiva perché non ero in sede, alla sua lettera aperta, che possa spiegare a iscritti e cittadini quanto il nostro Ordine professionale abbia fatto negli ultimi anni: i numerosi documenti inviati alla Dirigenza, all’Agenas , alla FNOMCeO e ai Ministeri competenti, con denuncia di disservizi e proposte per superare le criticità della Sanità molisana, sono tutti pubblicati sul nostro sito, a disposizione di chiunque voglia documentarsi, frutto di un appassionato lavoro del Consiglio e delle Commissioni ordinistiche,  che evidenziano una Sanità non rispondente alla domanda di Salute e ai diritti costituzionali. Non ultima la campagna di comunicazione intrapresa per i cittadini, avendo individuato anche questa criticità dell’Azienda, che si ripercuote negativamente nei percorsi di cura.

Consapevole che uno dei doveri istituzionali dell’OMCeO, in quanto Organo Sussidiario dello Stato, sia intervenire attivamente in tutti i processi organizzativi e decisionali in Sanità, il Consiglio dell’Ordine della Provincia di Campobasso non ha tralasciato alcuna occasione per assolvere a tale importante compito; la nostra politica, fin dal mio primo insediamento, è sempre stata quella di promuovere in primis la coesione degli operatori, a beneficio delle buone pratiche e della dignità di chi le presta; ciò non sempre è stato facile, per la condizione psicologica e la sfiducia dei medici, frustrati da anni di disorganizzazione sanitaria. In tale scenario è stato sempre difficile ottenere non solo l’attenzione, ma anche un semplice appuntamento dalla Struttura Commissariale, eppure la nostra è una Istituzione, riduttivamente considerata uno “stakeholder”, che rappresenta ben 1800 operatori sanitari della Provincia. Ciononostante non ci siamo mai arresi e abbiamo continuato nella nostra opera, anche dialogando con le altre professioni sanitarie, con le Associazioni di cittadini, l’OMCeO di Isernia, la FNOMCeO, il MEF e il Ministero della Salute. La FNOMCeO, preoccupata che il modello proposto nella nostra Regione fosse esportato nel resto del Paese, chiese ai Ministeri competenti di intervenire affinché la riorganizzazione della Sanità molisana avvenisse secondo la normativa vigente.

Il nostro approccio alle questioni è pur sempre quello istituzionale e con tale metodologia ci siamo relazionati con la Dirigenza Aziendale e Regionale, ottenendo alcune migliorie significative, certo non decisive in un panorama desolante quale quello emergente dalle relazioni del Tavolo Tecnico Interministeriale, che ha garantito da anni un puntuale controllo sugli atti amministrativi e contabili e sugli adempimenti LEA. Nel frattempo operatori frustrati e cittadini impotenti venivano bombardati e confusi da mirabolanti dichiarazioni di politici e giornalisti su fantasiosi progetti di riorganizzazione e integrazione che non avevano alcun presupposto di legittimità e di efficacia, mentre si procedeva a tagliare servizi ospedalieri nevralgici in assenza di un’adeguata assistenza territoriale: basti pensare alle Reti per l’Emergenza, prioritarie in ogni sistema regionale, riorganizzate sulla carta, ma attualmente ancora senza percorsi operativi chiari ed efficaci, nonostante i nostri solleciti.

Il collega, che lavora in una realtà diversa, parla di “frustrazione e rabbia”; le sue parole esprimono solo in parte ciò che alberga nel cuore di ogni singolo operatore molisano … chi scrive conserva tutta la memoria storica degli ultimi quarant’anni di Sanità molisana, trascorsi nell’UTIC di quello che veniva definito “ospedale regionale”, spesso su un’ambulanza, a mendicare nelle regioni limitrofe l’adeguato trattamento interventistico per i propri pazienti! Dopo anni di esperienza sul campo e profonda conoscenza della realtà locale, sapremmo ben indicare la rotta da seguire, e lo abbiamo fatto … i decisori pubblici, sordi alle nostre sollecitazioni, si assumono la responsabilità delle proprie scelte, ma hanno il preciso dovere di organizzare al meglio i servizi, consultando le Istituzioni preposte a collaborare per il bene comune.

Apprezzabile l’analisi del Dottor Sanese su alcune cause dei mali della nostra Sanità, che in questa sede non approfondisco oltre per brevità di risposta, così come condivise e condivisibili le soluzioni indicate e già da anni proposte dall’OMCeO di Campobasso ai vari dirigenti succedutisi nel tempo; siamo adesso in attesa della nomina ministeriale del Commissario ad Acta, nostro prossimo interlocutore, per poter dare ulteriore peso alle nostre argomentazioni, fiduciosi di non essere “a un punto di non ritorno”.

Infine il collega ci ricorda il nostro “dovere morale di spiegare alla politica come impiegare le risorse nell’interesse dei pazienti”; l’abbiamo sempre fatto, ma finché la politica considererà la Sanità un costo e non una ricchezza, e un possibile bacino elettorale, non andremo molto lontano, non solo nella nostra Regione, ma in tutto il Paese, suddiviso in tanti SSR, incoerenti con l’equità e l’universalità delle cure enunciati nel SSN.

La lettera aperta del Dottor Sanese meritava, di certo, un altro destinatario e pertanto lo invito caldamente a rivolgere il suo appello ai veri decisori: chissà che la sua voce non risulti più ascoltata! Per parte nostra continueremo a vigilare, a segnalare disservizi e criticità, a offrire la nostra collaborazione e competenza, con modalità e mezzi sempre più incisivi, nell’interesse di tutti i Molisani.

Aspettando di incontrare il collega, appena i suoi impegni glielo consentiranno, nella sede del nostro Ordine, per una fruttuosa futura collaborazione, gli invio cordiali saluti

Campobasso, 13 agosto 2018

Dott.ssa Carolina De Vincenzo

  Presidente OMCeO di Campobasso

 

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